ELETTRA + ESPERIMENTI SU UN CORPO GIÀ PERFETTO

Nyko Piscopo

27 Sett / ore 21

Teatro Maddalena

Piazza Del Monte, 9, Pesaro

ELETTRA + ESPERIMENTI SU UN CORPO GIÀ PERFETTO

€ 9 intero / € 7 ridotto / € 5 carnet

ELETTRA + ESPERIMENTI SU UN CORPO GIÀ PERFETTO
prima regionale

27 SETTEMBRE ore 21.00
TEATRO MADDALENA

di Nyko Piscopo / Cornelia

ELETTRA
coreografia Nyko Piscopo
videocreazioni Andrea De Simone
costumi Pina Raiano
interpreti Eleonora Greco, Valentina Schisa, Elisabetta Violante
produzione Cornelia
management Vittorio Stasi

Durata: 20’

Dall’analisi delle diverse “Elettre” presentate da Eschilo, Sofocle ed Euripide, nasce questa breve pièce che integra mitologia e tecnologia attraverso il mezzo della videoart.
Come in un prisma, la psicologia di Elettra viene frammentata e distribuita su supporto tecnologico, su corpo, su luce e su una drammaturgia musicale che fa da sfondo ad un’atmosfera metaforica e mistica, piena di riferimenti culturali e morali. Del personaggio mitologico restano solo gli stimoli a superare un trascorso represso e adirato, ma che lo rinchiude comunque in una dimensione altra e nella dipendenza verso una figura maschile.
Elettra inneggia all’azione, cosa che lei non può fare perché significherebbe trasformarsi e dunque crescere.
Implosa, schernita, costretta all’ipocrisia, Elettra è il simbolo di una donna soggetta alla forza del destino e fa del lamento il suo canale espressivo. In questa pièce Elettra sceglie di agire, di essere sfacciata, realista, selvaggia e passionale rivendicando la scena, riappropriandosi del suo spazio, del movimento, del sudore, della vita! L’uomo è uno solo, le persone dentro di lui possono essere cento e mille.

ESPERIMENTI SU UN CORPO GIÀ PERFETTO
Coreografia e Luci: Nyko Piscopo
Danzatore: Leopoldo Guadagno
Musica: Ryuichi Sakamoto e Alva Noto
Produzione: Interno5

Durata: 15 minuti

Il solo è stato selezionato per il festival di
Perugia “Miniatures 2017” e il contest di
danza contemporanea “New Dance
Generation” a Caserta dove, dopo essere
risultato miglior lavoro coreografico, riceve
una proposta di produzione per diventare
spettacolo intero. Una successiva revisione
del lavoro è avvenuta durante la residenza
artistica a Praga per il centro coreografico
SE.S.TA assistita dal coreografo Tomeo
Vergès. Una versione accompagnata da
musica dal vivo, in collaborazione con il
contrabbassista Valerio Piscopo, è stata
esibita al Festival delle Periferie 2018 a
Napoli all’interno di una cava del cimitero
delle fontanelle.

Il progetto parte da un’esperienza reale: la continua ricerca, scoperta ed il
tentativo di integrazione nel mondo e la lunghissima fase di accettazione di se
stessi. Inizialmente si è partiti esaminando il Mito della Caverna di Platone. Il
coreografo punta all’analisi psicologica di un soggetto che cerca in tutti modi di
analizzare la situazione circostante e di cercare la propria personalità che sembra
essere affossata da un senso di inferiorità innato. Il soggetto è posto in uno spazio
performativo senza identità nel quale viene testata la sua psiche. C’è dunque la
protesta violenta e la rabbia, l’esasperazione e la ribellione ma in fondo a questo
grido dolente c’è la delusione e lo sconforto. Più ancora, la disperazione totale
che però rimane dentro. L’utilizzo del corpo come veicolo di liberazione è visibile
nella costruzione coreografica composta da scomode estensioni e off-balance
rischiosi. Attraverso queste strade lunghe (gli arti) si grida la denuncia di un
mondo che gli avrebbe dovuto dare ben altro e di una vita che ruba la felicità ai
giovani, essa è tardiva ma esplicita in maniera chiara una cupa infelicità e
soprattutto il vuoto di futuro che doveva albergare da tempo nei suoi pensieri.
Manca la visione di un processo di conoscenza di se stessi come obiettivo
principale e grazie al quale possono poi scaturire soddisfacenti scelte relazionali,
professionali e di affermazione sociale. Tuttavia è presente un grande istinto che è
quello corporeo, quello muscolare che permette, in ogni caso di agire e di
rischiare. INCONSAPEVOLMENTE. Manca un’intima convinzione che sia possibile
prima o poi il raggiungimento dell’autonomia e, pur con fatica e lentezza, anche
uscire dal lungo inverno della dipendenza familiare. In mancanza di questa idea di
futuro che è visione più interiore e psichica che sociale, tutto si confronta
solamente con il piano materiale ed economico e con il bisogno di affermazione
sociale. Per questo motivo il dolore derivante dalla mancanza di prospettiva
interna è acuto, devastante. Proprio come se un veleno potente abbia pervaso il
corpo.


NYKO PISCOPO è un coreografo professionista, classe 1986, fondatore della compagnia di danza CORNELIA. Durante la sua carriera professionale, dopo le prime esperienze come danzatore stabile in teatri europei, ha esplorato nuove forme d’arte come la performance art sviluppando un’estetica personale tra balletto e danza contemporanea con una decisa impronta teatrale e sociale. Tra i suoi lavori Esperimenti su un corpo già perfetto e Sweet Swan Sway!, protagonisti di tournée internazionali, e lavori multimediali come Threesome, vincitore del Premio Roma 2020. Attivo anche nella didattica in enti quali il Balletto di Roma, si laurea in “Didattica delle Discipline Coreutiche” presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma.