top of page
Logo Videobox orizz.png

VIDEOBOX

Cinema Astra - dal 24 al 27 novembre 2022

 

ingresso gratuito

 

 

giovedì 24 

 

> ore 20.00 

 

SELEZIONE INTERFACCIA DIGITALE 2020-2021

μετά di Rossana Abritta (2’35)

HO.ME di Carolina Bergonzoni (7’50)

RAB EXPRESS di Pablo Ezequiel Rizzo (4’46)

PYTHIA di Edoardo Serretti, Masako Matsushita (2’22)
WALKING AND FALLING di Nicolò Giorgini (3’)

C'EST À TOI di Antonella Pellegrini (3’08)
SUSPENDED di Mena Rusciano (3’)

AFTER di Giulia Cermelli (4’16)
FRATTURE di Laura Colomban (8’)

BLUE CAVE di Elisa Ricagni (1’24)
GROWTH di Helen Cerina (3’13)

42°N-13°S di Maria Elena Curzi, Eleonora Galante, Marco Lattucchelli (6’42)
SCHIZZI di Andrea Baldassarri (1’38)

INDIZIO N. 36 di Elena Sgarbossa (8’)
WHERE DOES IT COME FROM ? di Laura Musone (3’53)

CAVA di Alessandro Ciccarelli (8’)
THE RANCH IS EMPTY di Natalia Vallebona (6’24)

I DUG A MOON IN MY GARDEN di Niyayesh Nahavandy (3’38)

> ore 21.00

TRIBALE concept e coreografia di Melissa Ugolini (3'30) / progetto Giaro in Luce / Hangartfest 2022

con Melissa Ugolini e Felicia Ciacci / produzione video e interventi sonori Tobe Studio Pesaro / musica di Paolo Giaro

SHORT WORKS di Kateryna Kovalchuk 

RIASSEMBLARE LA MONTAGNA (4’57)

LEVIATANO ROSA (6’26) 

DIALOGO (2’54)

ETERNO RITORNO (10’19)  

GOOD BYE, PUSKIN! ( 2’15) 

            
CORPI A RISCHIO (30’)

introduzione di Mattia Fornaciari, progetto a cura di Claudio Gasparotto, affiancato da Rocco Mangieri, Dorin Mihai, Fabio Mina
           
Segue talk con gli autori

           

venerdì 25

PINA <IERI E OGGI>        

> 18.00 - Sezione <OGGI> 

NOW FICTION 

documentari e film con uso dei visori VR

in collaborazione con PRODES, ZED Festival e CRO.ME  

> 21.00 - Sezione <IERI>  

AUTOUR DE PINA BAUSCH e TANZTHEATER WUPPERTAL (47’)
a cura di Maria Mauti (regia) e Francesca Pedroni (ideazione e interviste)

DANCE WORDS con PINA BAUSCH (22’) 

scritto e diretto da Francesca Pedroni

Documentari prodotti da CLASSICA HD (Sky, canale 136)

sabato 26    

> 14.00 - Sessione di lavoro delle Giurie del Premio Interfaccia Digitale (a porte chiuse)

> 18.00 - FILMARE LA DANZA  laboratorio critico condotto da Francesca Pedroni

> 19.15 - ALESSANDRA FERRI - L’HEURE EXQUISE STORIES  (24’)

cortometraggi con Alessandra Ferri, autrice e regia Francesca Pedroni

Interviene Francesca Pedroni 

        

> 21.00 - ELEGIA DELLE COSE PERDUTE  (50’)
film di Stefano Mazzotta / ZEROGRAMMI
Interviene Stefano Mazzotta con Francesca Pedroni

    

domenica 27

>10.00 - PREMIO INTERFACCIA DIGITALE 2022 

Presentazione del Premio e delle Giurie

da parte di Giulio Stasi, Presidente del Premio, regista di teatro e arti performative, videomaker

Proiezione di The Event Horizon di Luigi Linardi, vincitore del Premio Interfaccia Digitale 2021

Proiezione fuori concorso di GRAVITY di Luigi Linardi, nuovo video sostenuto da Hangartfest

Proiezione delle opere video finaliste (in ordine alfabetico)

CITERONE  di Michele Ifigenia Colturi 

STRING QUARTET No.5:V  di Rebecca Lanzoni 

IO|OI  di Francesco Lorusso 

SWAËN  di Matteo Maffesanti 

STUDIES FOR GIONA  di Francesco Margarolo 

JEPH BANGER - GIVE UP  di Alex Miklosy 

SEPARAZIONE NATURALE  di Veronica Parlagreco 

WHAT A TARANTELLA! di Nyko Piscopo 

DISTANTIME  di Pierandrea Rosato 

KEDEESHAH  di Sivan Rubinstein

Annuncio del video vincitore del Premio Interfaccia Digitale 2022

Assegnazione delle Menzioni Speciali delle Giurie

L'edizione 2022 del Premio si svolge in collaborazione con ISIA Urbino e IL CINEMINO Milano

Materiali informativi / Sinossi

CORPI A RISCHIO

un progetto a cura di Claudio Gasparotto 

in collaborazione con Rocco Mangieri, Mattia Fornaciari, Fabio Mina, Dorin Mihai

Il rischio generalmente è interpretato come un’azione che ci porta a una perdita o a un evento indesiderabile. Alcune azioni hanno una percentuale di rischio maggiore, tuttavia ogni scelta o comportamento umano possono essere rischiosi. Il rischio non ha solo un’accezione negativa, nella danza, per esempio, è la condizione essenziale per creare dinamica, significazione e qualità di movimento. Mettere a rischio il corpo attraverso la danza e le arti del movimento.

Il concetto e la figura del rischio è un elemento costitutivo delle culture e delle forme di vita quotidiana della globalizzazione. Mettersi a rischio è quasi una condizione preliminare che il nostro corpo deve assumere quando intraprende un’azione significante individuale o collettiva. Ma, allo stesso tempo, è stata una figura quasi permanente nelle culture e nei linguaggi della danza universale. Il corpo danzante mette sempre a rischio qualcosa, la sua stabilità, il suo territorio personale o addirittura la vita stessa. Il corpo danzante a volte gioca sapientemente su quel confine tra la vita e la morte, con il conosciuto e l’ignoto, tra sé e l’altro.

 

1- CORPI A RISCHIO  (6'21)

 

Un video composto da Mattia Fornaciari con estratti dei lavori di tutte le danzatrici che hanno partecipato al progetto. A seguire quattro video di Julieta Garrone, Maria Cecilia Ciccarelli, Maria Clara Carrillo, Maria Florencia Colombo sul tema Corpi a Rischio. 

È possibile vedere i lavori delle altre autrici visitando il sito www.corpiarischio.art 

 

2- JULIETA GARRONE  (6'46)

Rischio di perdere coscienza, controllo, sanità mentale.

Rischio. Inquietante quiete. Vuoto rischioso.

 

Il rischio di spostare qualcosa che a sua volta si muove. Qualcosa, per restituire il polso ai vivi.

 

Un camminare fuori e un ribollire dentro.

Fuori, l'automa cammina privo di sensi nel suo cammino di morte. Ma questa morte ha fame di vita. Dentro pulsa la disperazione e il bisogno di mettersi in gioco, di giocare nei vertici della vita, nel risorgere dell'audacia.

Luoghi scomodi e taglienti fanno sentire la morte e anche la vita che batte nella culla della gravidanza.

 

“Il camminare può essere preso come esempio: passo/vuoto/passo uguale vita/morte/vita. Ciò che la mente legge come rischio di morte è in realtà la causa di un nuovo movimento. La danza dialoga con la vita senza uno scopo utilitaristico e restituisce il gesto alla sua essenza naturale. Il corpo si fa politico ogni volta che si mette in azione, rinunciando alla logica del profitto. La società dei consumi, in un certo senso, è antidemocratica perché tiene maggiormente conto dell'accumulazione, spinge le persone a camminare per comprare e considera asociale chi non cammina... Voglio camminare da solo per il sentimento di profonda soddisfazione che provo camminando” C.G.

 

Camminando così nella consapevolezza di un cammino che respira, apprezza il panorama e accarezza l'aria con amore e dolcezza.

 

Una passeggiata piena di vita e danza...

3- MARIA CECILIA CICCARELLI  (6'30)

Bassorilievo. Corpo. Schermo. Parete. Rituale. Appartamento. Volume.

 

Lo schermo si appropria del volume dei corpi. Lo schermo come una nuova cinesfera piatta. I corpi entrano in una realtà virtuale che non ha corpo, solo pensiero.

 

Qual è il procedimento con cui un corpo passa dal volume al piano?

 

Lo schermo ci riproduce come lo specchio. Il corpo del volume viene sostituito dal corpo dello schermo. Il corpo porta sempre con sé un gesto e quel gesto lascia sempre un segno. Dal volume verso la pietra e dalla pietra verso il corpo.

 

Come può il muro sputare una forma? Scolpire un bassorilievo è compiere un rituale. Come può lo schermo restituirci il corpo?

 

4- MARIA CLARA CARRILLO  (5'29)

Sono rimasta con l'acqua come possibile ostacolo alla respirazione a pensare come a due parti di un'unica azione.

In queste due parti sono in relazione qualità diverse, a volte contrastanti. C'è un'entrata e un'uscita, un bisogno di circolazione, una dipendenza fragile e ambiguamente potente.

Sebbene esista un divario ciclico, prima o poi deve essere colmato.

5- MARIA FLORENCIA COLOMBO  (5'02)

Dov'è il rischio?

 

Nel vuoto cieco che attrae il mio essere, nel muto silenzio che attraversa l'aria?

Nella pausa della poesia del mio corpo, nel sospiro, nello stupore del volo?

Forse nello squilibrio della paura, negli occhi a volte ciechi.

Nel grigio delle insicurezze?

Nei colori chiari di un'anima danzante?

Il rischio si unisce alla bellezza che ispira il mio corpo... e scompare...

Apro le braccia all'universo e mi arrendo

Fiorita nella danza, fiorita nella mia essenza.

Testo poetico: Cristina Lucero

——————————————————

SHORT WORKS

di Kateryna Kovalchuk

RIASSEMBLARE LA MONTAGNA (2021, durata 4’57) 

Il lavoro intende riflettere intorno alle questioni ambientali relative all’utilizzo delle risorse naturali, questo caso specifico ha a che fare direttamente con le risorse minerarie e rocciose estratte dalle montagne, ma ciò non vuole limitare la questione ad esso, bensì estenderla poiché riguarda più ampiamente ogni processo di produzione che sempre prevede un recupero di risorse per l’impiego nella produzione al servizio degli esseri umani. Sia chiaro, con questo video non s’intende adottare una posizione di totale rifiuto dell’utilizzo delle risorse, poiché crediamo fermamente che queste siano necessarie alla sopravvivenza umana e non solo. L’interesse è volto al porre l’attenzione al come l’individuo fa uso di tali risorse e agli sprechi. Al rapporto di dominio caratteristico del nostro passato nei confronti della natura ma non solo. 

 

LEVIATANO ROSA (2021, durata 6’26) 

Il lavoro tenta di mettere in discussione la questione del potere odierno. Partendo dalla figura mitica del Leviatano alla concezione di potere di Hobbes “quel dio mortale, cui dobbiamo la nostra pace e sicurezza” che nel mondo contemporaneo muta e incarna le forme sempre differenti. Non è più una testa formata da tanti corpi ma piuttosto un involucro, una superficie che avvolge i corpi umani impedendo l’acceso al nucleo della natura umana. La colonna sonora suggerisce allo spettatore la pericolosità inquietante della sostanza che in maniera “giocosa” cerca di avvolgere il corpo. 

 

DIALOGO (2021, durata 2’54) 

Il video è la lettura delle poesie formate in verso libero, scritte nei diversi periodi della vita degli autori ispirate dalle immagini, sensazioni e sentimenti vissute nei sogni (ricordi distorti). Le poesie sono state scomposte e ricomposte insieme formando un dialogo e dando vita ad una nuova storia. Nella storia creata si percepisce la narrazione metaforica di un percorso fatto insieme. Interlocutrici sono sedute una di fronte all’altra e lo spettatore non vede il viso della parlante, sente solo la sua voce e percepisce l’emozione della ascoltatrice che partecipa al dialogo. In questo modo si manifesta la facoltà del dialogo, il riconoscimento di sè nell’altro attraverso i ricordi che gli uniscono. Le spalle della locutrice sono spoglie per indicare assoluta apertura nell’atto di comunicazione con l’altro.  

ETERNO RITORNO (2022, durata 10’19) 

Il lavoro intende riflettere intorno il tema della storia e della memoria, la loro interazione e l’influenza del passato sul presente. 

La narrazione si svolge in tre capitoli interconnessi. Il primo riguarda il concetto di tempo ciclico e la natura fantasmagorica del passato nel presente. Nella parte successiva avviene la trasformazione dell'idolo. Una trasformazione superflua purché l'atto della rasatura non cambia radicalmente la sostanza ideologica. L’azione sottolinea inoltre il fatto dell’impossibilità di distruzione ideologica. Il terzo capitolo riguarda i rapporti di potere. Il padrone decide quando e come il dominato verrà liberato. Il dominato, a sua volta, ritorna da padrone senza immaginare un altro modo di vivere. 

 

GOOD BYE, PUSKIN! (2022, durata 2’15) 

Il lavoro tenta di mettere in discussione la questione delle politiche odierne in merito alla memoria culturale. Nello specifico il video mostra l’atto di rimozione del busto di Puskin, realizzato all’interno della politica di derussificazione in Ucraina. Cancellando le tracce del passato si costruisce una narrazione mostruosa della cultura russa, a cui viene attribuito il ruolo del capro espiatorio per i problemi odierni. L’atto di rimozione non permette di rielaborare il passato difficile, spingendolo nell’oblio. Cercando di rovesciare la narrazione ucraina costruita intorno alla figura del poeta, la voce narrante del video, in discordia con l’immagine della rimozione, legge la poesia “Ančàr” che svela il rapporto del potere autoritario verso la popolazione obbediente. 

 

——————————————————

TRIBALE  (3')

di Melissa Ugolini / progetto Giaro in Luce / Hangartfest 2022

con Melissa Ugolini e Felicia Ciacci / produzione video e interventi sonori Tobe Studio Pesaro / musica di Paolo Giaro

Un perpetuo, costante e prezioso flusso che continua a scorrere sotto di noi, dentro di noi e attraverso noi, anche se non lo sentiamo, non lo vediamo, non ne prendiamo atto. Tribale è quella presenza che ha la sua pulsazione e che si intramette tra nonna e madre, tra madre e figlio e così via. Un'eredità mistica che ci guida silenziosamente.

——————————————————

PINA <IERI E OGGI>

rassegna per immagini di ieri e di oggi, in collaborazione con PRODES danza / ZED Festival / CRO.ME Cronaca e Memoria dello Spettacolo Milano

La sezione “OGGI” prevede la presentazione, in sinergia con ZED Festival di Bologna, di una selezione dell’installazione di realtà virtuale NOW FICTION, commissionata dal Centro Pina Bausch di Wuppertal in occasione del Festival Under Construction Wuppertal. Un progetto ideato e diretto da Fabien Prioville, che vede come interpreti alcuni suoi danzatori e la stessa Compagnia della Bausch (Tanztheater Wuppertal Pina Bausch).

 

NOW FICTION è una raccolta di 10 film VR a 360° che Fabien Prioville ha creato per la Wuppertal Schauspielhaus su commissione della Pina Bausch Dance Company. ZED Festival ne propone quattro in un'installazione dedicata con 5 visori VR: POLAR BEARS, NICK SOLO, TSAI CHIN, REGIFRASCI. Il lavoro di Fabien Prioville facilita una nuova forma di incontro, trasformando la realtà in brevi racconti di fantasia, esplorando la ricezione della danza contemporanea, sia su un livello fisico e che su uno virtuale. La vicinanza al corpo del ballerino è resa tangibile attraverso una nuova fisicità virtuale. Si svolge nell'intersezione tra teatro, danza, spazio pubblico, movimento e percezione, sfidando il pubblico a navigare tra due diversi livelli di realtà, contemporaneamente.
Guidati da Fabien Proville, ballerini dell'ensemble della Pina Bausch Dance Company hanno collaborato con i membri della compagnia Fabienpriovilledance, intraprendendo un processo creativo nell'arco di due settimane e mezzo in cui hanno utilizzato la Wuppertal Schauspielhaus come parco giochi e base per la narrativa. Lo spazio è al centro di questi cortometraggi di fantasia, storie che integrano anche concetti astratti della nostra società.

Ideazione e Direzione: Fabien Prioville
Riprese VR: Christoph Vobe
Danzatori del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch: Daphnis Kokkinos, Reginald Lefebvre, Nicholas Losada, Julie Shanahan, Christopher Tandy, Tsai-Chin Yu
Danzatori della fabien prioville dance company: Francesca Ciaffoni, Tijana Prendovic
Produzione: fabien prioville dance company
Management: Alexandra Schmidt
Co-produzione: under construction and Tanztheater Wuppertal Pina Bausch
Direzione Genreale e Artistica: Bettina Wagner-Bergelt
Direzione Generale e Gestionale: Roger Christmann
Co-produttore: Stefan Dreher

La sezione “IERI” racchiude una selezione di testimonianze, video interviste e documentari sulla figura di Pina Bausch prodotti da Classica HD e curati da Francesca Pedroni, critico di danza e filmmaker: Autour de Pina Bausch – Tanztheater Wuppertal e Dance Words con Pina Bausch.

 

 

AUTOUR DE PINA BAUSCH – TANZTHEATER WUPPERTAL  (durata 49’)

A cura di Maria Mauti e Francesca Pedroni 

Ideazione e interviste Francesca Pedroni

Regia Maria Mauti

Foto Alessandra Zucconi

prodotto da Classica HD (canale 136, SKY, ex Classica tv)

documentario della serie DANZA IN SCENA 

 

Nel 2007 il canale televisivo italiano Classica tv, in onda su Sky, ha dedicato a Pina Bausch un documentario della serie Danza in Scena, Autour de Pina Bausch – Tanztheater Wuppertal. Ruota intorno a due spettacoli esemplari e diametralmente opposti rispetto alla relazione tra danza e teatro: Agua, pezzo del 2001, straripante di natura e di colore dedicato al Brasile e presentato a La Fenice di Venezia nel 2007, un lavoro in cui il codice danza è prevalente, e il riallestimento al Théâtre de la Ville di Parigi del dolente Bandoneon sul tango, pezzo del 1980, in cui la relazione con la danza è nodo drammatico. Bandenon è un titolo chiave dello stesso concetto di Tanztheater bauschiano dove i codici della scena si intrecciano e si contaminano fortemente, Agua rappresenta un ritorno pieno alla danza. Il documentario è costruito intorno ai due eventi, con estratti dagli spettacoli, interviste ad alcuni dei danzatori storici di Bausch come Cristiana Morganti, Dominique Mercy, Aida Vainieri, commenti critici di Leonetta Bentivoglio, stralci dall’incontro pubblico tenuto a Venezia dalla stessa Bausch in occasione del Leone d’Oro alla carriera conferitole dalla Biennale nel 2007.  

 

 

DANCE WORDS CON PINA BAUSCH  (durata 20’)

scritto e diretto da Francesca Pedroni

prodotto da Classica HD ((canale 136, SKY, ex Classica tv), 2009

 

Venezia, 2007. Il canale televisivo Classica HD produce il documentario "Autour de Pina Bausch Wuppertal Tanztheater", di Maria Mauti (regista) e Francesca Pedroni (autore), foto di Alessandra Zucconi. Pina Bausch stava presentando con il Wuppertal Tanztheater "Agua" al Teatro La Fenice di Venezia nei giorni in cui riceveva il Leone ‘Oro alla carriera della Biennale di Venezia. 

 

In quella occasione Francesca Pedroni aveva filmato con una piccola camerina l’incontro pubblico con Pina Bausch e la cerimonia del Premio, riprese che sarebbe poi diventate parte del film documentario. La troupe al completo sarebbe arrivata a Venezia qualche giorno dopo per filmare lo spettacolo e le interviste.

 

2009. Dopo la morte di Pina Bausch, Francesca Pedroni, giornalista e critico di danza, autrice per Classica HD dal 2006 della serie di documentari Danza In Scena, ebbe il desiderio di riprendere in mano il girato che aveva fatto a Venezia nel 2007. Da qualche tempo aveva cominciato a lavorare sul montaggio di alcune sue riprese. Si mise a lavorare in solitaria su quelle parti dell’incontro pubblico e della cerimonia del Leone d’Oro che aveva filmato con la camerina e che non erano state usate nel documentario principale. Il risultato fu un pre-montato di una serie di corti che Classica HD decise poi di finalizzare e produrre: 1. the age, the dancers 2. body and desire 3. music and travelling 4. thank you. Un piccolo omaggio a una grande artista di cui non si smette di sentire la mancanza.

 

——————————————————

 

 

L’HEURE EXQUISE STORIES  (Italia, 2021, durata 24’)

di Francesca Pedroni

 

Alessandra Ferri - una vita per la danza tra il Teatro alla Scala, il Royal Ballet di Londra e l’American Ballet Theatre di New York - è la protagonista di L’Heure Exquise Stories quattro cortometraggi che la vedono protagonista, nati intorno allo spettacolo L’Heure Exquise del coreografo francese Maurice Béjart.

Quattro cortometraggi girati al Ravenna Festival per accompagnare lo spettatore in una giornata di prove di Alessandra Ferri, portandolo nel dietro le quinte dello spettacolo, dentro l’allenamento quotidiano della danzatrice. Ma anche per rivivere i ruoli femminili più amati dalla ballerina milanese: insieme a Winnie, ci sono Léa da Cheri di Martha Clarke, Eleonora Duse da Duse di John Neumeier, Virginia Woolf da Woolf Works di Wayne McGregor.

 

La regia dei corti è di Francesca Pedroni, autrice e regista di molti documentari sulla danza, tra cui il film Roberto Bolle. L’arte della danza.

 

Con il balletto L’Heure Exquise, Alessandra Ferri ha festeggiato quarant’anni di carriera, interpretando Winnie, un ruolo femminile di formidabile umanità. L’Heure Exquise è la geniale rivisitazione che Maurice Béjart diede, nel 1998, di Giorni Felici (Oh les beaux jours), uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett. Non più imprigionata nella sabbia - come nel testo beckettiano – ma in una montagna di migliaia di scarpette da punta, Winnie è una ballerina innamorata della propria vita. Nello spettacolo, il suo passato diventa presente: un incanto, un sogno, in cui Winnie ritrova, giorno per giorno, la felicità. È il ricordo della ribalta, del lavoro quotidiano alla sbarra, delle prove, del primo balletto, del primo bacio. Rimontato a Ravenna dalla ballerina Maina Gielgud per Alessandra Ferri e per Carsten Jung su concessione della Fondazione Béjart, L’Heure Exquise avrà il suo debutto pesarese il 27 novembre al Cinema Astra, nel contesto della rassegna VIDEOBOX, promossa da Hangartfest.

——————————————————

ELEGIA DELLE COSE PERDUTE (durata 60’)

di Stefano Mazzotta (prod. Zerogrammi) 

Film ispirato a I Poveri, romanzo aspro e doloroso dello scrittore portoghese Raul Brandão, popolato di derelitti attanagliati da domande esistenziali insolute, il progetto di Stefano Mazzotta e della sua troupe si spinge all’indagine del tema dell’esilio, della condizione morale di chi si sente estraneo al mondo in cui vive, sospeso tra speranza e nostalgia. Un lavoro che si è nutrito durante la gestazione dell’osmosi degli interpreti con un borgo caratteristico, Settimo S. Pietro, in provincia di Cagliari, dove la compagnia ha creato in residenza sia lo spettacolo sia il film, quest’ultimo in collaborazione con il regista Massimo Gasole. Nel mediometraggio sette figure ai margini e goffe, accomunate dal medesimo sentimento malinconico e nostalgico, sentono il desiderio del riscatto. Vagano avvolti nel paesaggio affascinante della Sardegna meridionale, sulle sterminate spiagge bianche e le dune, tra le antiche case campidanesi: lo spazio naturale fa da eco al loro animo, lontananza e sospensione rendono teso il susseguirsi delle immagini. Vuoto, vertigine, orizzonte. Cose perdute o mai state. La stessa tensione che attraversa la coreografia dello spettacolo: un moltiplicarsi di vettori e direzioni, abbandoni, sospensioni sullo struggente valzer triste di Dimitri Shostakovich.

 

 

——————————————————

 

GRAVITY  (2022)

di Luigi Linardi

 

La presa di coscienza della forza di gravità invisibile, che tutto e tutti avvolge, è per i due performer un trait d’union, per fuggire dal formicaio di una società dove l'assenza di sentimenti, rabbia, odio e individualismo è ostentata come un trofeo da conquistare. 

I due protagonisti si rifugiano in un tunnel dimensionale, in cui il tempo è dilatato, dove l’aria è sempre più rarefatta. Danno forma ad una coreografia ispirata ad uni disegno architettonico, immaginario, che da  soli intravedono.  

 

Senza mai farsi assalire dalla paura, si muovono con complicità tra spiragli di luce e ombre, deviando da percorsi imprevedibili, per evitare di ripiombare in una sensazione di torpore esistenziale da cui rifuggono, per scoprire invece la verità delle cose.

Presentato fuori concorso al Premio Interfaccia Digitale 2022

 

Realizzato con il sostegno di HANGARTFEST per la vincita del Premio Interfaccia Digitale 2021 con il video “The event horizon”.

 

Coreografia Luigi Linardi

Concept /regia /montaggio Maurizio Morucci

Performer Stefania Bucci, Luigi Linardi

Costumi Luigi Linardi

Vocal Yasemin Sannino

Original music Stefano Saletti – Yasemin Sannino

Una produzione LulynART

bottom of page